Gabriele Lopez Photography.

L’ arte del cambiamento…

Ancora una volta mi ritrovo alle prese con un trasloco.

Di solito questo tipo di cose coincide con grossi cambiamenti di sorta, è sempre stato più o meno così. Se escludiamo gli anni in cui ero un bambino ed erano i miei a decidere e nulla di grosso ambiava, è sempre andata così.

Cambiamenti portano movimento.

Io credo che il movimento sia una cosa buona. In ogni caso non sono il tipo di persona che trova una situazione e ci si adagia, devo costantemente rinnovare, aggiungere, togliere, cambiare, provare e rischiare…il pensiero di vivere 10 anni nello stesso modo mi da la nausea e mi fa pensare che tanto vale non vivere quel decennio perché so già come sarà fin dal primo anno.

Questo vale nel lavoro, dove non so quante cose ho aggiunto, tolto, modificato, inventato…nel momento che mi stabilizzavo cercavo nuovi modi, nuove realtà e ne abbandonavo altre. Una sfida, per vedere se ce la facevo, ma quando raggiungo il risultato mi interessa meno, e cambio. E’ così che mi piace ed è così che sento di dover fare, ma la cosa non è sempre facile e questi periodi e fasi di cambiamento si portano dietro una marea di fatica e di frustrazioni.

Ho rifatto il mio blog di fotografia personale almeno 10 volte, per adattarlo a ciò che mi piaceva e già so che altri rifacimenti seguiranno…ho ridotto drasticamente il numero di servizi in cui opero come fotografo di matrimonio per farli a modo mio e lasciar spazio ad altri generi, iniziato a lavorare con Millenium Images e assieme a Vittore ho iniziato a interessarmi al mondo dei Workshop di fotografia e tutto questo ha aperto mille porte, generato mille incontri, collaborazioni….ma non è stato facile ed ha richiesto di reinventare me stesso diverse volte. Non so quanto sia giusto in termini di energie che prende ma è così che finora va.

In mezzo a tutto questo una decina di traslochi, di vario tipo e per vari motivi.

Il mio primo studio era una stanza in condivisione in Stazione Centrale, pulivo tutti gli uffici adiacenti nei weekend per pagare parte delle spese. Ogni tanto pensavo che avevo mollato un lavoro fisso da 3000 euro al mese, adesso guadagnavo un quinto e mi credevo pazzo, poi le cose hanno cominciato ad andare lentamente meglio…il trasferimento in Piermarini è stato epico, e ancora oggi ricordo bene la fase di grande cambiamento che stava avvenendo. Al solito: qualche libreria dell’ IKEA e un paio di tavoli recuperati e tutto ha avuto inizio…un sacco di spazio, mi aveva affascinato da subito.

Non ha senso stare a ricordare ogni cosa, ma ieri sera tardi, dopo l’ultimo appuntamento me ne sono rimasto lì seduto un pò in silenzio, con anche l’onnipresente musica spenta, a osservare tutto, a girare un pò per le stanze…il trasloco è già iniziato e già un pò di cose sono state portate via ma per il momento è tutto ancora operativo e ci sono ancora un sacco di tracce.

Quello studio ha visto un sacco di situazioni nascere, formarsi, diventare reali. Ha visto incontri, cene, aperitivi. Ci si sono formate amicizie e iniziative sono diventate realtà, ci ho fatto workshop di vario tipo e sfruttando le pareti chiare o nere lasciate libere ci ho fatto molti ritratti e progetti che vedranno la luce in un libro prossimamente. Pomeriggi e nottate di foto e stampe nella camera oscura ormai trasferita, ascoltando musica e fumando sigari.

Il nuovo studio sarà più intimo ma bellissimo e altri ne seguiranno, la parola “definitivo” non mi interessa.

Ma una strana sensazione mi ha sorpreso, del tutto simile a quella dell’ultimo giorno alle superiori, quando dopo aver dato l’esame ho girato per i corridoi e le aule vuote consapevole che erano gli ultimi istanti di quel viaggio.

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