Gabriele Lopez Photography.

Togliere.

É passato un po’ di tempo da quando ho scritto l’ultimo articolo a riguardo dell’attrezzatura…del resto so di non essere un esperto e di conoscere molto oltre a quello che uso e con cui mi trovo bene, sapendo che é quello che mi aiuta nel lavoro di ogni giorno…

Qualche anno è passato ed io ho sempre meno voglia di portarmi in giro attrezzatura pesante ed ingombrante. Sto imparando a togliere, invece di aggiungere.
Non fraintendetemi, so bene che ci possono essere generi fotografici o casi specifici in cui proprio non si può dire di no ad un tot di attrezzatura…se uno deve trasportare un computer ed un set di luci…deve farlo, non ci sono storie.

In un certo senso ho sempre cercato di farlo, ma inevitabilmente si finisce per accumulare un sacco di cose inutili, che possono finire per distrarci.

Ho continuato ad usare soprattutto le Fuji, che vanno sempre meglio. Il mio progetto come X-photographer va avanti e l’azienda si è dimostrata davvero geniale ed attenta, sono certo che nel tempo si potranno fare ottimi progetti.

Quello che ho sempre amato in fotografia é un certo tipo di mirino…adoro i mirini disassati, stile telemetro, come amano definirlo in fuji. Che poi ci sia un sistema di specchi o un telemetro elettronico poco importa, l’importante é che la faccia rimanga libera, e che possa vedere molto di più di quello che l’obiettivo inquadra, dandomi modo di controllare sia l’inquadratura che quello che può entrarne o uscirne…rendendo quindi il modo di inquadrare molto più rapido e dinamicomolta meno voglia di rigido controllo e molta più libertà, insomma. Non so dirvi se questo metodo farebbe per voi, ma io mi ci trovo benissimo.

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Il tipico modo di inquadrare con un mirino stile telemetro…

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La stessa macchina con montato un mirino esterno.

 

Questo amore dura fin dai tempi delle macchine a telemetro a film che tuttora utilizzo per progetti personali…dall’uscita della X100 in poi era chiaro che finalmente sarebbe stato possibile lavorare in questo modo anche in digitale, quindi per usi professionali.
Finalmente qualcuno TOGLIE dalle macchine…ti toglie centomila voci dai menu e ti mette tre ghiere: tempi, diaframmi, fuoco…e la compensazione dell’esposizione é li dove deve essere. In questo senso la XE2s che sto usando é anche più sensata…ha talmente poco che resta solo la fotografia..in un certo senso é davvero la più essenziale di tutte.

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Ho usato a fondo la mia X-pro 1 per più di 4 anni e dopo 270000 (si, avete letto bene) posso dire di trovarmici benone con questo sistema.

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Qualche anno di uso non proprio maniacalmente attento 🙂

Come ho detto più volte non bisogna per forza avere un modello piuttosto di un altro e la scelta del mezzo é e resta un fatto assolutamente personale, chiunque può realizzare il tipo di fotografia che ha in testa con qualunque mezzo a patto di trovarcisi bene…ma avere molto meno peso, dei mezzi silenziosi, discreti e compatti ma soprattutto semplici può davvero aiutarci a comporre e a concentrarci sul mondo che abbiamo davanti piuttosto che sui comandi della macchina. Saremo più liberi di guardare come la luce dipinge il mondo (vederlo in anteprima nel mirino elettronico poi é il top) senza dover premere “Play” per controllare cosa abbiamo appena fatto concentrandoci quindi su ciò che ci capita di fronte, in modo semplice, e senza portarci dietro borse piene di chili spesso superflui…e senza la faccia a forma di macchina fotografica che attesta quanto siamo professionali…meglio passare per turisti, casomai.

Queste macchine possono essere un ottimo taccuino d’appunti, ma in grado di sfornare ottime fotografie, un estensione del nostro modo di vivere, non solo un performante attrezzo fotografico.
Potete, se volete, pensare alla macchina come qualcosa poco più grande della vostra mano, che sta a suo agio al collo per intere giornate, piuttosto che al sicuro dentro una borsa fotografica imbottita. Documenta la vostra vita, e ne diventa parte integrante, in modo poco invasivo, con consapevolezza.

TO BE CONTINUED….

(GALLERIA Fotografica realizzata con questo sistema.)

 LA VITA TI LEVIGA, TI SMUSSA E TI PORTA A DOVER ESSERE ESSENZIALE. CIO’ CHE CONTA, NELLA VITA, È L’ESSENZIALE. E UN PO’ QUELLO CHE ACCADE NELLE SCULTURE: PER CREARE, DARE FORMA, BISOGNA TOGLIERE NON METTERE.” (Mauro Corona)

Gabriele Lopez
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